BresciaOggi

Venerdì 29 Marzo 2002

La compagnia di Marina Rossi è il punto di partenza per l'incontro con altre forme espressive

«Lelastiko» si tende oltre la danza

Da «Coquelicot» ad «Au Pif», al progetto Arte contemporanea

Interagire col limite alla ricerca del confronto. "Lelastiko" si tende per sciogliere i nodi. La danza, per la compagnia della coreografa Marina Rossi, è il punto di partenza di un percorso d'incontro. Altre forme espressive, altri gruppi, molti artisti.
In tutti gli spettacoli di "Lelastiko" il movimento delle danzatrici nasce da note suonate dal vivo e dal rapporto con scenografia e oggetti. "Coquelicot" (1999) - spettacolo attorno al quale nasce il progetto di compagnia - racconta un bar, scene quotidiane, scene straordinarie. I musicisti sulla scena diventano danzatori, attori di un quadro in movimento.
Il primo spettacolo firmato "Lelastiko" è "Ombra funambola" (2000). Tre danzatrici, quattro suonatori, un'imponente scenografia disegnano il parallelismo tra corpo umano e albero, tra la vita e i suoi simboli.
Lo spazio e la sua percezione diventano protagonisti del percorso itinerante di "Zenzero candito" (2000) grazie alla danza di Marina Rossi e di Alessandra Bortolato, alle percussioni di Beppe Gioacchini e alla voce di Marco Bortoli. «Zenzero candito - spiega la coreografa - è il desiderio di libertà del volo che si scontra con il concetto di limite».
Scenografia e movimento, la danza nel colore e nella luce per "Agro di spirito" (2001). La musica di un dj (Vittorio Guindani, alias Vitus) presente sul palco spinge le danzatrici a trasmettere il piacere di lasciar cadere un involucro pesante per ritrovare il gusto di sentirsi vivere. La scenografia è di Lidia Petroni, le luci di Sergio Martinelli.
Ultima creazione è "Au Pif" (2002), in cui il gruppo si confronta nuovamente con il concetto di limite e, chiedendosi come si possono spostare le proprie frontiere, affronta il tema attraverso la memoria di un muro. Ombra, musica e luce.
«Il concetto di limite ricorre nei nostri spettacoli - spiega la Rossi - perché ha valenza di prigione, di blocco, impedimento, ma è ricchezza se si trova il modo di usarlo, aggredirlo, superarlo. In alcune occasioni basta cambiare punto di vista».
«La danza - sottolinea ancora - non può evolvere, se rimane isolata». Lelastiko si confronta per questo con altre discipline che riguardano il movimento: contact, arti marziali, teatro.
L'associazione culturale - di cui fanno parte, oltre alla Rossi, Alessandra Bortolato, Davide Bonetti, Stefania Ruffini e Giovanni Zani - si occupa anche di musica e promuove il gruppo "Samovar", che compone e suona brani appartenenti al genere della "World music".
L'incontro con altre realtà si concretizza inoltre con la partecipazione al progetto "Area contemporanea", per portare a Brescia le nuove tendenze artistiche.
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Roberta Moneta

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